20170725

Esercitazione Cina Italia

Il 14 luglio Cina e Italia hanno condotto un’esercitazione congiunta anti-pirateria nel Mar Mediterraneo, in occasione della visita di quattro giorni di navi cinesi al porto di Civitavecchia. Le prime manovre militari simulate della Repubblica Popolare nel Mare nostrum risalgono all’operazione “Joint sea 2015”, svolta insieme alla Russia.

Prima di entrare nel Mediterraneo, le navi della Repubbica Popolare hanno fatto tappa alla base cinese di Gibuti, dove da poco l’Esercito popolare di liberazione (Epl) ha inviato le sue truppe. La struttura (prima e unica all’estero per la Cina) potrà ospitare fino a 10 mila unità, che avranno il compito formale di supporto logistico alle missioni di peacekeeping, anti-pirateria e alle operazioni umanitarie a largo del Corno d’Africa.
Nel frattempo, un’altra flotta di navi cinesi ha raggiunto quelle della Russia per iniziare la loro prima esercitazione congiunta nel Mar Baltico. Le manovre dureranno fino al 28 luglio. Non è da escludere che l’operazione sia stata realizzata per rispondere indirettamente a quella condotta da Usa, India e Giappone nell’Oceano Indiano, che vedono l’ascesa marittima cinese come una minaccia.
La Repubblica Popolare ha da tempo gettato l’ancora nel Mare nostrum, investendo soprattutto in porti di valenza strategica come il Pireo in Grecia, Porto Said in Egitto, Ambarli (Kumport terminal) in Turchia. Alla lista degli scali con presenza cinese dovrebbero aggiungersi presto anche Trieste e Genova, come affermato dal presidente del consiglio Paolo Gentiloni al forum delle nuove vie della seta svoltosi a Pechino lo scorso maggio. Per la Marina cinese, esercitazioni come quelle nel Mediterraneo e nel Baltico sono utili per migliorare la capacità di combattimento e proteggere i propri interessi in teatri remoti lungo le nuove vie della seta.