20141025

Arrivederci Italy

Il declino irreversibile dell’Italia è una conclusione ormai scontata.
Il paese è un caso troppo disperato per pensarci.
L’esperienza italiana dell’unione monetaria europea è stata particolarmente dolorosa. Gli italiani sono entrati nell’euro come dei sonnambuli, senza alcun dibattito approfondito, ed erano così felici di partecipare da accettare un tasso di cambio tremendamente alto con la lira. Il prezzo per beni fondamentali, come sigarette, caffè e vino, si è raddoppiato nel giro di una notte mentre gli stipendi rimanevano inalterati – anche se a quel tempo il lavoro si trovava ancora abbastanza facilmente, e i prestiti erano abbastanza semplici da ottenere. Ma quando arrivò la grande crisi, l’Italia, prigioniera di un’unione monetaria cui non corrisponde un’unione politica, fu incapace di reagire, e non poté più ricorrere alla tradizionale medicina della svalutazione. La disoccupazione giovanile qui è del 43% – la più alta di sempre.

Al momento, circa mezzo milione di lavoratori sono in quella che viene chiamata “cassa integrazione”. Pertanto il vero tasso di disoccupazione deve essere almeno al 15%, e non include tutti coloro che hanno smesso di cercare lavoro. Solo il 58% degli italiani in età da lavoro sono impiegati, contro il 65% medio del resto del mondo sviluppato.
Il debito pubblico italiano, nel frattempo, continua a crescere in modo esponenziale. Ora siamo a 2,2 trilioni di euro, che corrispondono al 135% del PIL – il terzo più alto al mondo dopo Giappone e Grecia. E più aumenta la deflazione, più aumenta il debito sul piano della vita reale.
Il governo è gestito come un racket di protezione; il denaro finisce in ogni angolino e in ogni crepa dell’economia. Anche i giornali sono sostenuti da fondi pubblici, e questo è il motivo per cui ce ne sono così tanti.
L’Italia ha il carico fiscale complessivo più pesante al mondo con il 68%, secondo il Sole 24 Ore, seguito dalla Francia al 66%, contro al solo 36% della Gran Bretagna. 
Si aggiunga a questo un sistema giudiziario bizantino, politicizzato e in possesso di un potere spaventoso.
I parlamentari italiani sono i più pagati del mondo civile, e guadagnano quasi il doppio di quelli britannici. I barbieri del Parlamento italiano guadagnano fino a 136.120 euro lordi all’anno. Tutti gli impiegati statali ricevono favolose pensioni prossime allo stipendio finale. Non è difficile comprendere la rabbia del lavoratore privato italiano medio, il cui salario annuale è di 18.000 euro lordi.
La Sicilia, ad esempio, ha 28.000 guardie forestali – più del Canada – e ha 950 autisti di ambulanza che non hanno un’ambulanza da guidare.
L’Italia è il malato dell’Europa – ed è anche il moribondo dell’Europa. Le donne italiane un tempo avevano più figli di tutte le altre europee. Eppure per decenni il tasso di nascita in Italia è stato fra i più bassi al mondo, e se non fosse per l’immigrazione la popolazione sarebbe in calo.
Quando le donne italiane rifiutano di fare figli, è un chiaro segnale di una malattia terminale della società.

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